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giovedì 25 settembre 2014

mercoledì 28 maggio 2014

Lo stile delle elette

Sull'onda del travolgente successo del Pd alle elezioni Europee, i siti di Corriere e Repubblica , più precisamente sulle pagine web di Io Donna e D, dedicano delle fotogallery allo "stile delle neoparlamentari". I titoli dei pezzi? Esilaranti: si parte da "Bonafè & Co, le nuove eurodeputate sono tutte in maniche di camicia" e si arriva a "Copia lo stile delle neoparlamentari europee".
Premesso che né la Mussolini né tantomeno la Bresso (per essere bipartisan) mi sembrano campionesse fashion, l'operazione altro non è un tentativo -  malriuscito - di mascherare pubblicità per case di moda o celebri brand di abbigliamento. Della serie: " ti piace il pullover della Moretti? Lo trovi da H&M a 9,99 Euro", senza contare poi che alcuni accostamenti (vedi foto in basso) risultano veramente poco convincenti (Mercedes Bresso ne sa di stile quanto Giuliano Ferrara di dieta Dukan).
Resterà deluso chi pensava si parlasse di stile politico delle neo elette. Ma quello, in fondo, a che serve?


mercoledì 29 gennaio 2014

Ah, la logomachia


 Fiat Chrysler Automobiles presenta il suo nuovo logo, che sembra pensato dalla stessa mente (eufemismo) che ha partorito quello del Nuovo Centro Destra, ma con lo zampino di Lapo. 
Data la sua ambiguità, non sembrerebbe essere troppo sintonizzato sul mercato italiano, circostanza a volte pericolosa, come dimostra il logo sfornato inizialmente per il mercato spagnolo dai creativi (di nuovo: eufemismo) della Calgon.
Un'opera che a mio avviso resta insuperabile.


giovedì 23 gennaio 2014

Lo strano caso del dottor Matteo e di Mr Cavezzali

Caro Matteo,
leggo il tuo articolo sul fattoquotidiano.it  dedicatoagli italiani all’estero e, nel farlo, mi viene spontaneo domandarmi: ma è la stessa persona che ha scritto il post sui giornalistiitaliani che mollano i giornali?
Me lo chiedo perché quell’articolo mi aveva colpito. 

Mi ci ero riconosciuto, avendo condiviso molti dei sentimenti delle persone di cui racconti le scelte, le aspirazioni, le decisioni. Denotava una certa sensibilità, oltre ad un’abilità nel fotografare l’immagine di un Paese che non sa valorizzare i suoi giovani migliori.
Prima di leggere il tuo pezzo sugli italiani all’estero, avevo seguito i commenti (la maggior parte poco lusinghieri, a onor del vero) che arrivavano al tuo post attraverso i social media. E, con mia stessa sorpresa, mi sono trovato a condividerli (se non tutti, alcuni).

Sembra davvero, come molti lettori accusano, la “quintessenza del pregiudizio che corre sulla Rete”, uno dei più difficili sia da smorzare che da confutare. Il fatto poi, che tu stesso ammetti di “aver chiesto in giro”, non ha di certo aiutato a far percepire il tuo articolo come frutto di un’indagine approfondita ma – al contrario – fa pensare ad un commento superficiale e (spero) volutamente provocatorio.

Perché una provocazione può anche far bene, mentre è brutto etichettare come un disadattato che esce solo con altri italiani e non paga il biglietto del tram chi all’estero è stato “costretto” ad andare – da un Paese che delle sua abilità non sa che farsene, da una classe dirigente non intenzionata a far spazio ai giovani, da un sistema che non solo tollera ma incentiva la precarietà –  Conosco tante persone che da anni vivono e lavorano all’estero e posso assicurarti che non sono così. Stanno dalla parte dei “buoni” insomma, proprio come i tuoi amici ai quali ti riferisci alla fine dell’articolo.

E pazienza se quando sono Italia si lamentano. Avrà pure il diritto, quando tornano a casa, di dire che fuori si vive meglio. Lo fanno con lo stesso spirito di chi desidera tanto una cosa ma non riesce ad ottenerla, e perciò dice che non gli piace.

E, infine, scusali se durante le feste si abbuffano di lasagne e tortellini: prendono il meglio che questo Paese ha ancora da offrire. 

venerdì 6 dicembre 2013

Mandela e dintorni



Mandela ci ha lasciato, ieri. E tutto il mondo, più o meno all'unanimità, ha accolto la notizia con profonda tristezza e commozione.

Ma accanto a questi due sentimenti, se ne aggiunge un altro: lo stupore. Perché si rimane stupiti (a dir poco) nel vedere per che cosa viene ricordato Nelson (a giudicare dai siti di informazione e da alcune delle migliori menti - italiane e non).

Il Giornale.it riferisce di un figlio che nessuno sapeva che Mandela avesse. Almeno poi arrivano le scuse

Poi c'è lei, (in compagnia). Che dire...Riposa in pace Morgan Freeman



E chiudiamo con Paris. L'ereditiera più famosa del mondo che ha ereditato tutto, ma proprio tutto, tranne un cervello














giovedì 5 dicembre 2013

Uguaglianza al quadrato

Entusiasmo alle stelle tra gli alfaniani per il nuovo simbolo del NCD. Il vice premier dice di aver scelto il quadrato in quanto richiamo "di merito e uguaglianza". Ma qualcuno fa notare che richiama anche qualcos'altro...

mercoledì 27 novembre 2013

Rapina a mano a mano

























Tempi duri, anche per i rapinatori. Non tutti possono permettersi una pistola, un coltello, un'arma qualsiasi.
E allora? Ci si reinventa.
Me la immagino la banda: uno che tiene il benzinaio per un braccio, uno in macchina a motore acceso, uno che fa il palo e l'ultimo che morde.

giovedì 21 novembre 2013

Le grandi inchieste del Corriere















Ecco l'articolo pubblicato in home page dal Corriere.it, cronaca di Milano. L'unica nota positiva è che il 57% dei lettori è indignato, si spera per la scelta della notizia.

martedì 19 novembre 2013

Sono figo e lo dimostro















La Stampa si bea del "prestigiosissimo" European Newspaper Award, ovviamente non pervenuto su nessun altro quotidiano italiano.

venerdì 8 novembre 2013

Per un pugno di copie (digitali)




Che soddisfazione deve essere per Il Sole 24 Ore, confermarsi il primo quotidiano digitale. Lo leggo sul Sole. Ma, aspetta, sul Corriere c'è scritto che è proprio il Corriere ad essere il giornale più venduto, sia su carta che online. E Repubblica? Anche a settembre prima nelle vendite! Chi lo dice? Repubblica, ovviamente. Ma la fonte qual è? I dati Ads.
Perché risultati così diversi? Che domande, vanno interpretati....

mercoledì 30 ottobre 2013

La lettera a Letta

Sembra uno scioglilingua, ed infatti c'è chi è incappato nell'errore. Su Libero, ecco che il Presidente del Consiglio Enrico Letta diventa (per un giorno) Enrico Lettera. Di dimissioni?


mercoledì 23 ottobre 2013

"I ham", ovvero quando le polemiche offuscano un claim geniale

Certo, i media online amplificano un po' la notizia, definendola "manifesto choc" ed in effetti del cattivo gusto c'è, ma si è visto di peggio. Parlo della pubblicità che sta suscitando polemiche a Capri che ritrae un corpo femminile disteso a pancia in giù con due fette di prosciutto sul sedere. Mercificazione del corpo femminile si dirà, ed è senz'altro vero.

Lo spot allunga la scia di analoghi ed infelici precedenti: ricordo di quando a Napoli, nello scorso marzo, apparvero cartelloni raffiguranti una donna distesa sul letto, apparentemente senza vita, per pubblicizzare una marca di strofinacci per la casa .

Ma mentre ormai monta la protesta, soprattutto in rete, e si rimarca il fatto che il Comune di Capri non abbia un assessorato alla Pari Opportunità, mi vorrei soffermare sul claim che accompagna lo spot: "I ham", geniale per promuovere una marca di prosciutti.

Senz'altro più efficace se al posto del sedere ci fosse stato un viso che addenta soddisfatto una fetta di prosciutto, ma non si può azzeccare sempre tutto.