Come il più classico degli "horror parlamentari",
nascosta tra le pieghe di una proposta di legge depositata da Scelta Civica
riguardante modifiche alla legge sulla stampa del 1948, rispunta lei. La norma “ammazza
blog”, già proposta
nel 2011 dal governo Berlusconi per tentare di arginare la pericolosa eco
delle intercettazioni (e loro inopportuna deriva).
Il nuovo decreto, in quanto all’obbligo di rettifica online,
dovrebbe prevedere che: “per i siti
informatici, ivi compresi i blog, le dichiarazioni o le rettifiche sono
pubblicate entro quarantotto ore dalla richiesta, in testa alla pagina, prima
del corpo dell’articolo, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa
metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si
riferiscono“.
La pena per chi non rispetterà l’obbligo? “Una
multa da un minimo di euro 8.000
a un massimo di euro 16.000”.
Una curiosità: nello stesso decreto si
“alleggerisce” il reato di diffamazione a mezzo stampa, cancellando il carcere.
Le nuove disposizione prevedono un’ammenda da 5 a 50 mila euro. Morale:
blogger rovinato, Sallusti salvato.